Opere Segno

Il nostro lavoro pastorale ha sempre avuto come riferimento il territorio e le richieste dei poveri. E’ questo l’itinerario che la Caritas, in quanto ufficio pastorale della Diocesi di Avellino, impegnato nell’animazione e promozione della testimonianza alla carità, ha voluto seguire nel proporre il proprio programma pastorale. Il 1980 é l’anno che ha dato un grosso impulso alle attività della Caritas diocesana di Avellino; é l’anno del disastro sismico avvenuto il 23 novembre. Si parte da lì! La prima risposta concreta ai disagi di molte famiglie, molte delle quali avevano perso tutto.

1. Nel 1981 un gruppo di volontari da vita alla Cooperativa Irpina Assistenza Anziani (C.I.A.A.), che ha come obiettivo quello di rispondere ai problemi della popolazione anziana, residente nel comune di Avellino, alla quale il terremoto ha tolto la casa, gli affetti e la vita di relazioni, costretta a vivere nella solitudine e senza motivazioni, con l’unica alternativa di chiudersi in una casa di riposo. Viene aperto un centro diurno per anziani, che propone varie attività, anche di autogestione e che da la possibilità agli stessi di continuare a vivere nelle loro case e, quotidianamente, di essere seguiti da un gruppo operativo, che provvede anche al trasporto da casa al centro e viceversa la sera. Nel 1996 viene attivata la prima casa famiglia che accoglie n° 6 anziani di sesso maschile (gruppo appartamento).

2. Nel 1984 nasce l’interesse intorno al mondo del carcere. Un gruppo di volontari da vita ad una serie di attività e di iniziative finalizzate a collegare il carcere al territorio. Il gruppo si fa carico anche di ascoltare le povertà dei detenuti e di rispondere ai loro bisogni. Nel 1994, con la promozione del servizio civile - obiezione di coscienza, nella casa “S. Gerardo Maiella”, viene attivata anche l’accoglienza dei detenuti che richiedevano un permesso premio c/o la Caritas. Gli obiettori avevano deciso di riservare n° 4 stanzette per queste necessità e di condividere questa esperienza nel loro programma di vita comunitaria. Il gruppo di volontariato matura un progetto più ampio e comincia a seguire alcuni detenuti in un programma di accompagnamento e reinserimento sociale. Significative sono le prime esperienze di affidamento alla Caritas di alcuni detenuti in misura alternativa. L’ultimo anello del progetto é il lavoro che viene concretizzato con la promozione della Cooperativa sociale “l’Approdo” nel 1998, che inizia le sue attività nel 2000 e che oggi ha dato lavoro a 23 unità. Il “Progetto lavoro” della Coop. é stato finanziato dalla CEI con i fondi dell’8 x mille. La C.E.I. ha finanziato nel 2003 un progetto di agricoltura sociale su un terreno di 5 ettari nel comune di Pratola Serra (AV). Nel fondo agricolo è stato costruito un fabbricato, sono state acquistate delle attrezzature specifiche e sono state impiantate delle colture: frutti di bosco, vitigno D.O.C. di Fiano, oliveto, coltivazioni ortive e piante officinali. Ad oggi il progetto, denominato “Fattoria sociale” è curato dal Consorzio “Isca delle donne” fattoria sociale costituito nel 2008 dalla Coop. l’Approdo di Avellino, l’Assoc. di volontariato “Il Pioppo” di Napoli e la Caritas diocesana di Avellino.

3. Il 1985 vede crescere l’interesse di un gruppo di giovani sul problema della tossicodipendenza. Nasce l’Associazione di volontariato “La Casa sulla Roccia”, un centro diurno di accoglienza per i giovani tossicodipendenti e le loro famiglie. Il centro diventa un riferimento per molti giovani e l’esigenza fa nascere la comunità di accoglienza residenziale. Le sfaccettature del disagio dei giovani chiama l’associazione ad aprire una casa famiglia per i giovani senza famiglia, poi la comunità di reinserimento e poi ancora la Cooperativa “Fluke” per proporre occasioni di lavoro ai giovani recuperati che la società non accoglie e non reintegra. Infine la comunità crisi e la comunità alcolisti

4. Nel 1992 abbiamo attivato la convenzione con la Caritas Italiana e il Ministero della Difesa per accogliere i primi ragazzi interessati a fare gli obiettori di coscienza. La nostra convenzione prevede la vita comunitaria dei ragazzi c/o una struttura destinata alla loro accoglienza. Nel 2002 è stato attivata anche la convenzione per il Servizio Civile Volontario da proporre alle ragazze o ragazzi riformati.

5. Nel 1994/5 il territorio ci ha sollecitato ad interessarci del disagio giovanile, con particolare attenzione ai giovani affetti da problemi psichiatrici. Un gruppo di volontari da vita ad un servizio diurno di accoglienza “Centro S. Francesco”, che ha come scopo quello di rispondere ai bisogni di persone in condizioni di disagio psichico, svantaggiati appartenenti all’area della devianza ed emarginazione, agli invalidi psichici, agli ex degenti degli istituti psichiatrici, alle persone in situazione di difficoltà familiare e relazionale e alle persone affette e sofferenti di invalidità, menomazioni, disabilità, ritardi, svantaggio ed emarginazione. Per prendere coscienza della consistenza del disagio e viene attivato un servizio telefonico di solidarietà ed assistenza “AIUTEL”. Nel 1996 viene costituita la Cooperativa sociale “KOINON” e viene aperta una comunità terapeutica residenziale. Nel 2002 la Coop. si interessa anche dei minori affetti dalle patologie psichiche e attiva n° 2 case famiglia per minori. Nel 2003 la Coop. ha promosso l’Associazione di volontariato “Penisola” per curare il rapporto dei volontari interessati a fare esperienze nei luoghi della sofferenza psichica. Nel 2007 la Coop. ha promosso un gruppo appartamento per alcuni malati senza famiglia e nel 2008 è stata costituita la Coop. “Koinon service” per favorire l’inserimento sociale e lavorativo dei pazienti.

6. Nel 1996, con l’apertura dell’ufficio nel Palazzo Vescovile, i poveri fanno riferimento alla Caritas per le loro povertà. E’ questo lo spunto che ci chiama ad aprire il Centro diocesano di ascolto. Nell’anno 2000 viene elaborato un progetto per la formazione di nuovi operatori dei C. di A., portato avanti dall’equipe regionale, finalizzato all’apertura di nuovi punti di ascolto. Contemporaneamente al corso di formazione, abbiamo svolto un opera di sensibilizzazione verso i parroci della città. Sono stati attivati n° 3 punti di ascolto in n° 3 parrocchie (al nord, al centro e a sud della città). Negli anni a seguire é stato proposto un corso di formazione per nuovi operatori dei C. di A. Contestualmente, abbiamo attivato anche il gruppo di lavoro dell’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse, con l’obiettivo di: - catalogazione e raccolta delle leggi, - conoscenza della quota delle spese sociali iscritte nei bilanci comunali, con l’intento ultimo di creare un dialogo tra l’osservatorio e l’istituzioni in ordine alla gestione delle politiche sociali, - lettura delle schede personali degli utenti dei C. di A., - programmazione e progettazione di risposte al disagio sociale.

7. Nel 1997, per rispondere al disagio delle vittime di usura, promuoviamo la costituzione della sezione provinciale della FONDAZIONE S.GIUSEPPE MOSCATI - Fondo di solidarietà antiusura, con lo scopo di intervenire a favore delle vittime dell’usura e in situazione di prevenzione all’usura, con particolare attenzione ai drammi familiari. Il fondo é costituito da: per gli interventi di usura: dai contributi diocesani, pubblici e privati; per gli interventi di prevenzione: dal contributo annuale del Ministero degli Interni. La sede é presso il Palazzo Vescovile.

8. Sempre nel 1997 viene costituita la Società Cooperativa “Teatro d’Europa” - Piccola Società Cooperativa di produzione e lavoro, con lo scopo di procurare ai giovani condizioni di lavoro più favorevoli di quelle offerte dal mercato, perseguendo l’obiettivo della piena occupazione ed in particolare l’incremento e lo sviluppo dell’occupazione giovanile e sociale. Affida alla Coop. una struttura della Parrocchia, adeguata ad uso spettacolo, con capienza di oltre 300 posti. Alla Cooperativa si collega il lavoro dell’Associazione di volontariato “Madre Teresa di Calcutta”, costituita nel 1999, con la finalità della solidarietà sociale e la prestazione di servizi assistenziali in favore dei minori che vivono in condizioni psico-educative e familiari tali da far ritenere un concreto rischio di devianza e avviamento alla criminalità. Le attività sono svolte, in particolare, da volontari della Parrocchia, che gestiscono una casa dove i ragazzi, residenti nel bacino territoriale relativo al piano di zona di cui fa parte il Comune di Cesinali, dopo la scuola, possono essere seguiti nei loro impegni formativi e con i quali si programmano iniziative socio-ricreative-culturali. Tra queste, corsi di formazione alla recitazione, proposti dalla Cooperativa “Teatro d’Europa”.

9. Nel 1998 viene promossa la “SPES” Cooperativa Sociale, con lo scopo di prevenire e superare ogni forma di emarginazione sociale nei confronti di soggetti in stato di particolare difficoltà in stretto legame con le esigenze del territorio e in un equilibrato rapporto con gli enti pubblici e di promuovere le condizioni socio - culturali per il graduale inserimento lavorativo dei soci; una giusta remunerazione del lavoro prestato, nei settori socio-sanitario-assistenziale e studio-progettazione nel campo sociale. Dal 2002 la Coop. ha attivato tre case famiglia per minori: una nel comune di Manocalzati (AV), una a Materdomini e una nel comune di Monteforte Irpino.

10. Nel 1999, il Vescovo, in qualità di Presidente della Caritas diocesana, promuove la Consulta Diocesana degli Organismi Socio Assistenziali che rappresentano, nell’ambito della chiesa locale e della pastorale diocesana, servizi e iniziative di esercizio della carità. La Caritas, in seno a questo organismo, svolge la sua opera di promozione, stimolo e coordinamento.

11. Nell’anno del Grande Giubileo del 2000, la Chiesa locale si fa promotrice dell’apertura di una CASA DI ACCOGLIENZA, affidata alla “Don Tonino Bello” ASSOCIAZIONE DI VOLOTARIATO, realizzata nei locali della Parrocchia SS. Trinità dei Poveri. Il servizio nasce per dare una risposta concreta alle richieste delle persone che chiedevano un pasto caldo e un posto dove poter essere accolti di notte. Ogni giorno vengono distribuiti circa 70 pasti; i posti letto disponibili sono n. 19. Vengono accolti barboni e stranieri, anche irregolari; funziona il servizio docce e la distribuzione vestiario. E’ stato allestito anche un piccolo ambulatorio, a favore, in particolare, per gli stranieri. Inoltre, l’Associazione si fa carico di fornire un pacco viveri, proporzionato al nucleo familiare e con alimenti anche per i minori, alle famiglie bisognose residenti nella Diocesi che si sono presentate ai nostri Centri di Ascolto. Dal 2008 la gestione del servizio è stata presa in carico dalla Fondazione “Opus Solidarietatis Pax” – ONLUS.

12. Le emergenze nazionali ed internazionali sono state sempre un nostro ambito prioritario. L’esperienza fatta da alcuni nostri volontari in Albania, dopo la guerra in Kosovo, ci ha fatto programmare un intervento a sostegno della Diocesi di Rreshen, a medio e lungo termine. La Diocesi ha coinvolto in un progetto sanitario una Clinica locale, ed insieme, si sono dati come obiettivo la ristrutturazione dell’ospedale della zona e la formazione degli operatori sanitari del posto. Da questo progetto nasce nel 2003 l’Associazione di volontariato “Avellino per il mondo”.

13. Sempre nel 2003 viene attivato lo sportello immigrati “BABELE”. Pensato in occasione dell’ultima sanatoria del 2002 (legge BOSSI-FINI), con alcuni volontari impegnati, quotidianamente, a rispondere ai bisogni degli immigrati presenti sul nostro territorio. La Caritas ha sensibilizzato l’istituzione locale (Comune) ad attivare, in compartecipazione di responsabilità, un punto di riferimento per gli immigrati, con lo scopo di accogliere, ascoltare, orientare e rispondere alle loro richieste. Tra le attività, lo sportello propone iniziative culturali, ricreative e sociali organizzate dagli stessi immigrati.

14. Ancora nel 2003 le nostre Cooperative sociali hanno promosso la costituzione del Consorzio provinciale di cooperative “Percorsi”, con la finalità di avere maggiore peso sulle politiche sociali e sulle spese istituzionali (Piani di zona sociali) e di incidere sulla ricaduta degli interventi territoriali e sul miglioramento della vita di ogni singola persona e dell’intera comunità. Al Consorzio hanno aderito anche altre Cooperative provinciali di natura laica.

15. Nel 2004 viene promossa la costituzione della Fondazione “Opus Solidarietatis Pax” - ONLUS, braccio operativo della Caritas e punto di riferimento di ogni singola realtà promossa dalla Caritas. Promossa per dare alla Caritas diocesana una propria natura giuridica e, di conseguenza, la possibilità di avere rapporti paritari con le istituzioni locali. Inoltre, la possibilità di progettare risposte adeguate al territorio utilizzando le “Opere Segno” promosse (coordinamento) e i fondi disponibili: europei, nazionali, regionali e locali.

16. Già da alcuni anni ci siamo interessati del disagio femminile, donne vittime di violenza o abuso, o ragazze madri con disagi familiari. Insieme al Centro Italiano Femminile, il Centro Aiuto alla Vita e il parroco della comunità S. Francesco d'Assisi - rione Ferrovia (AV) abbiamo programmando un intervento socio-pastorale come risposta a questa povertà. Il progetto è stato sostenuto dalla famiglia Nicodemi che ha messo a disposizione la propria casa di famiglia, facendosi carico della ristrutturazione e dell'arredo, e nel 2005 è stata inaugurata la casa di accoglienza “Amato Nicodemi x la vita” gestita dalla Fondazione "Opus Solidarietatis Pax" ONLUS. Dal 2008 la gestione della casa è stata affidata alla nascente Coop. sociale IRIS.

17. Nello stesso anno, l’attenzione sul disagio del malato terminale di cancro ha fatto nascere l’Associazione di volontariato “Babbaalrum”, che ha come obiettivo quello di rispondere ai bisogni dei malati e delle loro famiglie che vivono situazioni di precariato e/o povertà.

18. All’Associazione di volontariato “don Tonino Bello” onlus dal 2008 è stato affidato il compito di promuovere, animare, formare e orientare il volontariato nei servizi promossi dalla Caritas diocesana. La stessa avrà la cura amministrativa dei volontari e la promozione di iniziative socio-culturali, la progettazione sociale e l’organizzazione di manifestazioni e convegni sul tema. La sede operativa è nel comune di Atripalda nel Convento dei Frati minori di S. Pasquale.

19. Infine, la Caritas diocesana è stata promotrice, ed è tutt’ora parte, del FORUM Irpino del III° settore e del C. S. V. “Irpinia solidale”.

 

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.
EU Cookie Directive plugin by www.channeldigital.co.uk